“Nella mia prima stagione di tifoso dell’Arsenal ero stato tradito da mia madre, da mio padre, dai giocatori e dai tifosi della mia squadra.”
—Nick Hornby
Settembre 2011
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milano vestite
Milano Vestite, di Guzzanti/Funari.
“Ora, questo fatto che mancano quattro giorni alla ferie è una tortura peggiore della tortura che sta in cima alla mia lista delle torture − vedere tutto un programma di barbara d’urso senza aver prima introdotto nel mio corpo alcol a sufficienza da uccidere un cavallo. Il tempo si è dilatato, un giorno in ufficio ne vale almeno tre, e per giunta questa settimana vado a lavoro in macchina, e questo significa iniziare la giornata 1) senza leggere 2) senza prendere il treno, che a me piace tanto 3) smadonnare a piazzale appio 4) dire le bestemmie. Ma tutto questo diventa improvvisamente importante come una caccola dei diti dei piedi di umberto bossi se penso al fatto che finalmente vedrò Istanbul, la città che da anni voglio visitare, se penso che avrò di nuovo la diarrea del viaggiatore e se penso che potrò di nuovo fare tante foto a cazzo proprio come piace a me. Se penso alle ferie, quindi. Il cerchio si chiude, amici, e in questo momento mi piacerebbe essere un monaco zen per dirvi che questa storiella inutile e incoerente ha un senso profondo che capirete solo a settantacinque anni, una mattina all’improvviso mentre vi tagliate le unghie dei piedi. E invece no, non vordì un cazzo.”
—gnegnet, insanoloco
“ogni volta che fai sciogliere il manico della caffettiera muore una fata.”
—matilde quarti
“Se vuoi un messaggio lo trovi nella buca delle lettere”
—David Lynch
“Il centravanti è attratto dal vuoto, è un cercatore d’oro, il centravanti è il termine il gioco, il centravanti, più solo del portiere, è la Moira che recide il filo, è suo l’ultimo tocco, il centravanti cerca tesori su carte che lui solo sa. Oggi Bernardo contava a voce alta i gol che mi mangiavo «Se questo lo segni sul sito lo cancello», planavo a volo d’angelo per colpire di testa una palla bassa e la mandavo fuori, sbucavo da dietro il difensore e centravo il portiere, saltavo secco Paolo e sparavo sull’esterno della rete. Ma chissenefrega, sul 7-3 si può pure scialare, ma chissenefrega, quest’anno sono il cannoniere e oggi è l’ultima partita, e lo so io cosa cerco per sentieri desolati, so io perché mi perdo, la mappa del cielo in tasca ce l’ho io – e poco importa che i pantaloncini da calcio non ce l’abbiano – le tasche io ce l’ho nel cuore.”
—Il centravanti.
dalla rubrica Kick On, su «Inutile»
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